L’impianto comunale di distribuzione

Conclusa la gara di acquisto dell’energia, in attesa che la Società Sviluppo terminasse la propria linea per il trasporto dell’energia in Asti, il Comune doveva affrettarsi a costruire gli impianti per la sua distribuzione capillare nelle vie della città.

Il giorno 30/6/1909 nella sala delle adunanze del Comune si riuniscono il pro-sindaco Bocca, gli assessori Goria e Pavese e i membri della Commissione Speciale presieduta dal geom. Penna.

Dopo aver esaminato il tracciato previsto dalla Società Sviluppo per la dislocazione della sua linea di trasporto dell’energia e averne proposto lo spostamento dal lato sud della città ad un percorso che segua la strada di circonvallazione nord, il Direttore dell’Usina Gas Cattaneo viene invitato a dare schiarimenti sul progetto di impianto elettrico per la distribuzione dell’energia elettrica, sul preventivo di spesa e sul relativo schema di capitolato d’appalto da lui compilati.

I documenti dopo essere stati esaminati approfonditamente e modificati in alcune condizioni, vengono approvati e viene stabilito il metodo di appalto per licitazione privata.

La Commissione delibera quindi di mandare all’Amministrazione dell’Azienda autonoma del Gas l’esecuzione di tutte le pratiche relative all’appalto e di invitare al concorso per il ribasso sui prezzi stabiliti nel preventivo le seguenti ditte che hanno già presentato offerta particolareggiata relativa all’impianto elettrico di cui si tratta:

1)      -Società Italiana di Elettricità Siemens Schuckert - Torino

2)      -Società italiana di elettricità AEG Allgemeine Thompson Houston – Roma

3)      -Tecnomasio Italiana Brown Boveri – Milano

4)      -Elektricitats Gesellschaft Alioth – Basilea

5)      -Llyoid von Bremen

6)      Società Italiana Lahmeyer di Elettricità – Milano

Il giorno 9 luglio 1909 l’Azienda Comunale del Gas invia a tali ditte una lettera con cui “ai sensi e per gli effetti dell’art. 100 del Regolamento 4 maggio 1885 per l’esecuzione della legge sulla contabilità dello stato, invita coteste Spettabili Ditte a voler presentare entro il 17 corrente la propria offerta scritta su carta da bollo da L. 1,20 per la fornitura di tutto il materiale occorrente all’Azienda Comunale del Gas per le cabine di trasformazione e per l’impianto della rete di distribuzione dell’energia elettrica. La licitazione è indetta sotto l’osservanza delle condizioni tutte portate dall’allegato capitolato d’oneri in data 30/06/1909”.

Il giorno 17 luglio 1909 alle ore 11:30 si procede all’apertura delle buste di offerta, in seduta pubblica nella maggior sala del civico palazzo, alla presenza dell’ing. Cattaneo direttore dell’Officina Comunale del Gas, assistito dal cav. Amerio segretario capo del Municipio, del pro sindaco Bocca, dell’avv. Barbona presidente dell’Officina Comunale del Gas.

Partecipano alla seduta le seguenti Società:

1)      -Tecnomasio Italiana Brown Boveri, rappresentata dall’ing. Valabrega Lichtenbergen e Ori di Torino

2)      -Siemens Schuckert, rappresentata dall’ing. Salvatore Fachia

3)      -Elektricitats Gesellschaft Alioth di Basilea, tramite la Società collettiva Elettrodinamica Cauro, Treves, Poggi e Bergamini con sede in Milano, rappresentata dall’ing. Treves Vittorio

4)      -Lahmeyer di Elettricità, rappresentata dall’ing. Alberto Rubini

5)      -Thompson Houston, rappresentata dall’ing. Angelo Trasciutti

Procedutosi in seguito all’apertura delle schede, dalle medesime viene a risultare che:

a)      La società Lahmeyer offre il ribasso di lire 0,50 per cento sui prezzi stabiliti dalla perizia.

b)      La società Tecnomasio Brown Boveri si dichiara disposta ad accettare i prezzi stabiliti con un aumento del 10% subordinando però il contratto all’accettazione di alcune modifiche da apportarsi al capitolato.

c)      La società Siemens Schuckert offre il ribasso di lire 0,20 per cento lire sui prezzi stabiliti dalla perizia richiedendo la modifica a cinque articoli del capitolato.

d)     La società Cauro, Treves, Poggi e Bergamini offre il ribasso di lire 0,50 per cento sui prezzi stabiliti dalla perizia, ponendo però diverse eccezioni e riserve al capitolato, tra cui l’obbligo all’Azienda del Gas di fornire scale aeree, apparecchi di sollevamento e impalcature.

e)      La società Thompson Houston non offre alcun ribasso dichiarandosi disposta a concorrere solo nell’eventualità di una nuova gara emessa sulla base di un nuovo capitolato.

In esecuzione alle condizioni d’appalto, il presidente dell’asta, ai sensi dell’articolo 85 del regolamento sulla contabilità dello Stato, dichiara non accettabili le offerte delle Società che hanno posto come condizioni l’accettazione di modifiche e riserve.

Riconosciuto quindi che l’offerta della Società Lahmeyer è accettabile nell’interesse dell’officina del Gas, proclama deliberatario definitivo dell’appalto di cui trattasi la Società stessa col ribasso di lire 0,50 % sui prezzi portati in perizia, per la complessiva somma di lire 66.561,59.

L’atto definitivo di assegnazione dell’appalto viene firmato il giorno 3 agosto 1909 dall’ing. Rubini in rappresentanza della ditta Lahmeyer, a seguito del deposito presso il Civico Tesoriere della cauzione di lire 10.000 in rendita dello Stato, richiesta a garanzia degli obblighi contrattuali assunti.

 

Nel frattempo era necessario lavorare su diversi fronti per eliminare gli ostacoli ed espletare le incombenze necessarie per procedere speditamente con i lavori. L’azienda del Gas veniva incaricata di elaborare lo schema di regolamento e la relativa tariffa per la distribuzione di energia elettrica ai privati e di rassegnare contemporaneamente le modificazioni al regolamento organico degli impiegati e salariati, quale conseguenza dell'annessione del servizio elettrico a quello del gas.

 

La presenza nelle vie cittadine dei conduttori nudi delle linee telefoniche rappresentava un problema, in quanto per ragioni di sicurezza era necessario prevedere delle opportune protezioni nei punti di parallelismo e di incrocio con i nuovi impianti elettrici. Occorreva quindi registrare un atto di sottomissione con il concessionario della rete telefonica urbana, sig. Cavasonza Natale, ed ottenere il nulla osta dalla Direzione Compartimentale dei Telefoni di Torino. Le trattative in tal senso furono prolungate, in quanto essendo tre i soggetti che eseguivano impianti elettrici nella città di Asti (società Lahmeyer per il Comune, società Sviluppo e società Idro Elettrica Astigiana) era necessario che questi raggiungessero un accordo per la suddivisione delle spese. Le trattative portarono il pro sindaco Bocca a siglare tale atto di sottomissione il 21 settembre 1909, col quale il Comune si obbligava a eseguire tutti i lavori e sostenere tutte le spese necessarie alla tutela dei servizi telefonici urbani, ritenendo rilevata l'Amministrazione dei telefoni ed il nominato concessionario della rete urbana di Asti, da ogni danno che potesse derivare ai medesimi od a terze persone in caso di contatto delle condutture del Comune colle linee telefoniche.

 

Un altro problema era rappresentato dalla necessità di ottenere il consenso dei proprietari dei fabbricati sui quali dovevano essere posizionati pali, mensole e ganci per l’impianto elettrico. Il sindaco di Asti il 23 luglio 1909 scrisse ai sindaci di Parma e Cremona per chiedere quali erano state a tale proposito le modalità seguite in quei comuni, e se fosse stato corrisposto un indennizzo ai proprietari. Stabilito che tale indennizzo non era previsto dalla legge, il 31 luglio 1909 stesso il Comune spediva una circolare ai proprietari dei fabbricati per il relativo consenso. Il consenso venne subito ottenuto da 32 proprietari fra il primo ed il 30 agosto successivo; altre circolari vennero inviate ad altri 203 proprietari col proseguire dello sviluppo dell’impianto, ed arrivavano i relativi consensi tra il 24 agosto ed il 7 settembre; il 24 agosto 1909 vennero ancora inviate altre circolari a cui seguirono gli arrivi dei permessi (nel numero di 231) a partire dal 25 agosto.

La documentazione predisposta per l'ottenimento del consenso dei proprietari delle case

Il giorno 10 agosto 1909 il signor Giovanni Sinigaglia, in qualità di legale rappresentante della ditta Lahmeyer, riceveva ufficialmente dall’ing. Cattaneo tutti i documenti dimostrativi delle opere da eseguirsi e dichiarava di assumere l’impegno assoluto della esecuzione dei lavori designati nel capitolato d’appalto, fissando al giorno 3 agosto suddetto la decorrenza del termine dei quattro mesi fissati per il compimento delle opere.

Lo stesso giorno 10 agosto la ditta Lahmeyer svincola in Asti una partita di pali per l'impianto,  spediti fin dal 7 stesso da Friborgo;

il 16 agosto, altro svincolo di kg. 11,384 di fili di rame spediti il giorno 11 da Sestri;

il giorno 27 agosto si ricevono 2030 isolatori dalla ditta Richard e Ginori; il 10 settembre 1909 altri 350 isolatori e relative capsule spedite il giorno 4 da Milano;

il 27 agosto l’Azienda Comunale del Gas consegna alla ditta Ercole Secondo i lavori per la costruzione di due nuovi fabbricati per la custodia dei trasformatori della corrente elettrica da realizzarsi in piazza San Giuseppe e nel cortile della lavanderia dell’Ospedale degli Infermi;

il 28 agosto si stipula un nuovo contratto per la provvista delle mensole in ferro;

il 3 settembre 1909 la Società Lahmeyer manda in Asti il suo capotecnico, Pier Angelo Ramini, per sorvegliare e dirigere la seconda parte delle opere;

il 4 settembre si provvidero le mensole in ferro;

l'11 settembre 1909 si iniziava la posa dei sostegni della con­duttura;

il 14 settembre si segnarono definitivamente e in rosso agli zoccoli delle case le iscrizioni in corrispondenza delle quali dovevano, più in alto, essere infissi i sostegni delle condutture.

Così l'impianto muoveva vigorosamente ed intensivamente alla sua esecuzione per opera del comune di Asti.

 

I lavori di costruzione dell’impianto comunale, come era logico immaginarsi, causarono spesso problemi alle linee telefoniche, tanto che già il 6 ottobre 1909 il concessionario della rete telefonica urbana, sig. Cavasonza, inviò al Sindaco un reclamo indispettito per la mancanza dei dovuti riguardi da parte degli incaricati comunali, che con contatti accidentali causavano continue interruzioni delle comunicazioni telefoniche, nonché la rottura dei fili in corso Alfieri e via della Posta, dando luogo a numerosi reclami da parte degli abbonati.

All’inizio di novembre, su invito del sindaco Bocca, si recò in Asti il funzionario della Direzione Compartimentale di Torino dei Telefoni di Stato per eseguire un sopralluogo onde stabilire le opere che la Comunale Amministrazione doveva eseguire per proteggere questa rete telefonica dalle induzioni dell’impianto elettrico in corso di esecuzione.

Nella relazione del 16 novembre 1909 venivano elencati i lavori individuati a tale scopo per garantire la sicurezza dell’esercizio degli impianti: la parziale trasformazione in cavo delle linee telefoniche in corso Vittorio Alfieri, via Cavour, via XX Settembre, via Brofferio, via Leone Grandi, via Garibaldi, piazza Alfieri, il prolungamento del cavo a 32 coppie esistente tra la centrale e il distributore della chiesa di S. Secondo fino a piazza Astesano, la posa di un nuovo cavo a non meno di 30 coppie lungo via Bottallo da raccordarsi col cavo di corso Alfieri e lo spostamento della linea dalla centrale a via Cattedrale per via Morelli e piazza Medici.

Per quanto riguarda l'onere delle spese per la sistemazione della rete urbana, la Direzione osservò che queste dovevano essere suddivise equamente tra il Comune di Asti e la Società Astese , tenendo presente che il concessionario Cavasonza avrebbe risentito un indubbio vantaggio da tali opere, per cui era giusto che anche egli concorresse in parte con un suo contributo.

Il 27 novembre 1909 il concessionario Cavasonza inviò una diffida al Comune di Asti ed alla Società Astese, lamentato il mancato pagamento dell’importo provvisoriamente stabilito di lire 14.900. Il 5 dicembre successivo, in mancanza di risposte, ricorse all’ufficiale giudiziario del Tribunale per rinnovare la diffida al pagamento, rilevando che solo il Comune aveva dato assicurazione di provvedere in proposito, come in effetti fece con deliberazione della giunta del 4 gennaio 1910.

Nel frattempo i lavori della ditta Lahmeyer per la costruzione dell’impianto comunale di distribuzione proseguivano senza sosta; dai registri comunali si nota che a fine novembre 1909 risultavano già posati sostegni e paletti per un totale di 10680 kg di ferro e linee aeree nude per un totale di 6323 kg di filo di rame.

Capitolo precedente Ritorno all'Indice Capitolo successivo