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La centrale termoelettrica e gli impianti della Società Astese
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Il Consiglio di Amministrazione della S.I.E.A. in sua seduta del 22 giugno 1907, accogliendo la richiesta che il Comune aveva inoltrato il 5 dello stesso mese e constatati i ritardi dovuti all’ottenimento della definitiva concessione per la derivazione dal fiume Tanaro, deliberò di effettuare al più presto possibile l’impianto termico della potenzialità di HP 1200 che sarebbe poi servito come sussidiario all'idroelettrico.
La commissione amministratrice dell’Officina Comunale del Gas, circa l’eventualità di un impianto termoelettrico nelle vicinanze dell’Officina medesima, in sua seduta dell’8 ottobre 1907, riteneva opportuno che per comodità di servizio, di sorveglianza e per altri motivi d’ordine generale, tale impianto fosse costruito preferibilmente nei pressi dell’Officina stessa.
La Società Idroelettrica Astigiana, tenendo conto del parere espresso dalla prefata Commissione, manifestava il desiderio di stabilire tale impianto termico in un’area di circa 2000 metri quadri nei terreni municipali situati ad est dell’Officina, cioè tra il viale detto dell’Enofila ed il fabbricato dell’Officina medesima.
Venne quindi stipulato un compromesso
di acquisto in ragione di lire 6,50 al metro quadrato, ma successivamente la S.I.E.A., venuta a conoscenza che tale compromesso era stato causa di opposizioni che avrebbero ostacolato la sollecita definizione del contratto regolare d'acquisto impedendo in tal guisa che venissero presto iniziati i lavori per l'impianto termico, chiese all’Amministrazione Comunale di volerla tenere
esonerata dall'impegno del compromesso suaccennato.
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Il primo sito previsto per la costruzione della
centrale termica
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Venne individuata come nuova dislocazione e vennero avviate le trattative col sig. rag. Giuseppe Gianoglio per l'acquisto di un terreno della superficie di circa m.q. 3000 alle coerenze a Sud colla Tramvia Asti-Castagnole, a Nord colla strada di circonvallazione, ad Est con altra parte di terreno di proprietà dello stesso sig. Gianoglio e ad Ovest colla strada vicinale.
La Giunta due giorni dopo acconsentì a sollevare la Società da ogni obbligazione relativa al precedente compromesso, constatando che con la nuova ubicazione non sarebbe venuta meno l’opportunità di avere la centrale termica vicina all’Officina del Gas e alla fabbrica Way
Assauto.
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Il sito definitivo scelto per la costruzione della
centrale termica
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Una nuovo ostacolo era rappresentato dal fatto che il nuovo piano regolatore prevedeva in quell’area la realizzazione di una grande piazza in surrogazione della piazza del Mercato (odierna piazza Campo del Palio) che si proponeva di fabbricare.
Ma poiché tale piano regolatore non era ancora stato definitivamente
approvato, il Comune con deliberazione 29
ottobre 1907 approvò il progetto, e
la S.I
.E.A. comunicò di avere già iniziato i lavori di costruzione il giorno
18 novembre 1907, affidando agli impresari Ercole Francesco e Narbonne
Giuseppe i lavori di fondazione e di muratura dell'impianto
termoelettrico.
La centrale termica entrò in funzione nel mese di settembre 1909 e il primo cliente alimentato fu la vicina fabbrica Way
Assauto. A partire da febbraio 1910 iniziò anche la distribuzione dell’energia elettrica ai privati nelle principali vie cittadine, dove la società ridenominata in Società Astese di Elettricità si spartiva i clienti in accesa concorrenza con l’Azienda Comunale di Elettricità.
Inizialmente vennero costruite due linee ad alta tensione per collegare la centrale della Società con lo stabilimento Way Assauto e con la prima cabina di trasformazione sita presso il Politeama Nazionale, da cui si dipartivano le reti di bassa tensione attraverso le vie Arò, Vittorio Alfieri, Cavour, Garibaldi, Sella e
Garetti.
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Uno
dei primi prospetti del progetto della costruenda centrale della S.I.E.A.
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Nell’articolo del periodico politico-commerciale del circondario d’Asti “Il Cittadino” di domenica 19 settembre 1909 è presente una dettagliata descrizione dell’impianto di seguito riportata:
Finalmente Asti cesserà in questi giorni di essere.... a molte seconda e godrà dei grandi benefizi dell'energia elettrica che penetrando nei grandi e nei piccoli opifici, negli stabilimenti pubblici e nelle abitazioni private, darà a tutti il mezzo di spingere la propria industria o la propria arte sulla via del progresso o di far sorgere industrie nuove e di godere di comodità moderne.
Primo a fruire della tanto desiderata energia sarà il grandioso Stabilimento Way-Assauto di cui Asti altamente si onora, ed al quale per i crescenti bisogni della sua fiorente industria più non è sufficiente il proprio impianto
elettrogeneratore; la Società Astese di Elettricità ha infatti allacciato in questi giorni lo Stabilimento Way-Assauto alla sua centrale termoelettrica, per mezzo di una linea ad alta tensione fornendogli la forza di 200 cavalli per adesso.
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Vista
dell'officina elettrica da una cartolina dell'epoca
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Dopo di avere con piacere constatato la correttezza di questo impianto, gentilmente invitati dal direttore sig. ing. Armandi che diresse i lavori, passammo dalla Way-Assauto allo Stabilimento Elettrico. L’ingegnere
Armandi, si capisce, ci fece da Cicerone: tutto minutamente visitammo e di tutto fummo ammirati.
La centrale termoelettrica della Società Astese di Elettricità si presenta subito anche agli occhi di un profano se non come uno dei più grandi impianti del genere, certamente come uno dei più moderni e, diciamolo pure, nel tempo stesso anche come uno dei più belli dal lato dell’estetica.
L’impianto fu studiato e costrutto con larghezza di vedute evitando ogni falsa economia: in esso certamente l’imprevisto vi avrà poco giuoco durante l’esercizio.
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Il
progetto della centrale
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Con una felice combinazione della parte industriale e civile, si sono raggruppati nel fabbricato principale le sale delle macchine, delle caldaie, i locali uso ufficio, le abitazioni ed i magazzini e l’insieme è risultato ad un tempo imponente ed estetico.
Il fabbricato principale, cinto alla sua fronte da una svelta cancellata, è seguito da un ampio cortile tutto cintato, terminato alla sua parte posteriore da un’ampia tettoia essenzialmente adibita a deposito di carbone, munita di un comodissimo piano caricatore, ed accompagnata da un binario di raccordo a scartamento normale alla tramvia a vapore
Asti-Montemagno.
Con la bellezza architettonica dei fabbricati gareggiano la bontà e la bellezza della parte sostanziale dell’impianto, della parte industriale, che può a buon diritto vantare ottimi e moderni macchinari razionalmente impiantati e le due più previdenti disposizioni di congegni ed apparecchi.
Così abbiamo potuto ammirare un magnifico impianto di tre caldaie Babcok e Wilcow del tipo più moderno, munite di surriscaldatori, di economizzatori originali Green, di depuratore e filtro dell’acqua di alimentazione, accompagnati da due pompe elettriche e da due pompe a vapore per la circolazione dell’acqua prima e dopo la depurazione, dal movimento elettrico dei raschietti degli economizzatori, dal pozzo e dal monumentale camino.
La bellissima e spaziosa sala macchine comprende tre gruppi elettrogeneratori distinti ed identici, costituiti ciascuno da una motrice a vapore Lentz direttamente accoppiata ad un alternatore trifase Allioth ad alta tensione munito di eccitatrice coassiale; ciascun gruppo può sviluppare la potenza di circa 450
HP, cosicchè la centrale può attualmente disporre di una complessiva potenza di oltre 1300
HP.
La sala macchine è completata da un modernissimo quadro di distribuzione comprendente un riparto a bassa tensione munito di ponte di manovra dominante la sala, sormontato dal ponte degli scaricatori alla partenza delle linee, e sovrastante a due riparti chiusi ad alta tensione comprendenti rispettivamente gli interruttori automatici in olio alto potenziale, i riduttori di corrente e di tensione, le barre collettrici ed i coltelli separatori delle macchine e delle linee.
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Vista
dell'officina elettrica da una cartolina dell'epoca
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Gli strumenti e gli apparecchi del quadro sono stati rispettivamente forniti dalle case specialiste
Hartmann, Braunn e Voigt Haeffner.
Il quadro di distribuzione è collegato alle generatrici elettriche ed alle linee per mezzo di condutture ad alta e bassa tensione convenientemente guidate in un ampio corridoio sotterraneo disposto longitudinalmente alla scala.
Tutte le macchine, gli strumenti e gli apparecchi elettrici rispondono ai più ricercati requisiti della moderna elettrotecnica ed alle più esigenti richieste di sicurezza sia contro gli infortuni che contro gli incendi.
Un secondo corridoio sotterraneo parallelo al primo, ma ad esso completamente separato, contiene un imponente impianto di tubazioni per il vapore ad alta e a bassa pressione, d’acqua, d’iniezione e di condensazione, al servizio delle motrici e dei rispettivi condensatori.
Le pompe dei condensatori aspirano l’acqua d’iniezione da un’ampia vasca collocata all’estremità del suddetto corridoio adiacente ad un locale contenente altre due pompe elettriche elevanti l’acqua alla vasca da due pozzi, sistema americano esterni.
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L'interno della centrale
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In ogni gruppo di pompe una di esse sarà tenuta in funzionamento normale di completa riserva all’altra; inoltre per l’alimentazione delle caldaie è previsto l’impiego dell’acqua potabile sia direttamente sia con l’intermediario del depuratore.
Così, per tacere di molti altri provvedimenti secondari e salendo alle unità principali, date le possibili richieste di energia da parte di tutto il territorio del Comune di Asti, si può asserire che anche fra qualche anno un gruppo elettrogeneratore completo rimarrà di riserva.
L’impressione riassuntiva che abbiamo avuto dalla nostra visita fu che l’impianto della Società Astese di Elettricità presenta ogni più seria garanzia di sicurezza, di regolarità e di continuità di funzionamento, onde gli astigiani possono essere fidenti che in essa avranno il più inappuntabile servizio.
Soddisfatti della visita ringraziammo il cortese ing. Armandi facendo, come di dovere, i più caldi elogi ed auguri alla coraggiosa Società Astese di elettricità.
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