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La Società Forze Idrauliche Alto Po dal 1917 era fornitrice di energia elettrica dell’Azienda Elettrica Comunale, avendo rilevato la Società Sviluppo, gli impianti di distribuzione e la centrale di Cherasco. Nel comune di Asti continuava la consolidata concorrenza tra l’Azienda Comunale e l’Astese, che come detto dal 1918 era stata assorbita nella Società Piemonte Centrale di Elettricità.
Nell’ottobre 1923 la Società Forze Idrauliche Alto Po comunicò all’Azienda Comunale di avere ceduto il proprio impianto di distribuzione del Comune di Asti alla Società Piemonte Centrale di Elettricità, con assunzione diretta dell’esercizio degli impianti acquisiti a partire dal 1 novembre 1923. La Società Piemonte Centrale di Elettricità comunicò da parte sua che sarebbe subentrata in tutti gli obblighi e diritti derivanti dalla convenzione esistente tra Azienda Comunale e Alto Po, rispettando integralmente gli impegni di fornitura in corso ed i contratti stipulati fino alla loro naturale scadenza.
La Società P.C.E. diventava così l’unico fornitore di energia per la città di Asti, dove in parte vendeva direttamente l’energia distribuita con i propri impianti e in parte forniva alla società concorrente l’energia da distribuire ai clienti dell’Azienda Comunale.
La decisione di cedere gli impianti venne presa durante la seduta del Consiglio di Amministrazione della Alto Po che si tenne a Genova il 6 marzo 1924 alla presenza del presidente senatore Ettore Conti.
L’atto di cessione rogato dal notaio Angelo Delfrate venne firmato ad Asti il
25 giugno
1924, in una camera della casa dei coniugi Nebiolo-Musso in corso Vittorio Alfieri, ove comparvero l’ingegnere Sacchi Valentino, direttore e legale rappresentante delle Forze Idrauliche Alto Po, e l’ingegnere Androni Carlo, direttore e legale rappresentante della P.C.E.
La Società Forze Idrauliche Alto Po in quel momento aveva un capitale sociale di 16 milioni, di poco inferiore ai 20 milioni di capitale della P.C.E.
La Società Alto Po dichiarò di vendere alla P.C.E. la linea alta tensione da Borgonuovo di Bra fino alla cabina dell’Officina Gas di Asti, con tutti i diritti e le concessioni e tutte le reti di distribuzione a 3500 Volt e 220 Volt nella regione Porta Torino – Porta Alessandria di Asti, le derivazioni e le prese degli utenti, i contatori e gli apparecchi di misura, i mobili e gli immobili di pertinenza. Nella cessione erano presenti i seguenti immobili: una cabina di trasformazione a due piani fuori Porta Torino, una cabina di trasformazione a due piani in regione Torretta, una cabina di trasformazione a un piano fuori Porta Alessandria, un campo della superficie di due are in regione San Raffaele, ai quali si aggiungevano un campo e una cabina di trasformazione sulla via Alba-Torino.
La P.C.E. pagò alla Alto Po la somma di lire 176.000, delle quali 4.400 come prezzo degli immobili e 171.000 come prezzo dei mobili e materiali ceduti.
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