Il progetto BARBERIS-COSTA per la costruzione del canale

Il progetto del canale che prevedeva di derivare dal Tanaro dieci metri cubi d'acqua per trasportarli ad una centrale idroelettrica dove ricavarne almeno 1200 cavalli di forza elettromotrice è opera dei signori ing. Barberis e geom. Costa, membro del Consiglio dell’Ordine dei Geometri del Circondario d’Asti. Dei diversi progetti sottoposti all’esame dell’Amministrazione Comunale era l’unico ad avere ottenuto l’approvazione del Genio Civile.
Infatti sin dal 14 agosto 1905 i progettisti del canale firmarono il disciplinare di concessione governativa per conto di una Società Idro-Elettrica Astigiana a costituirsi e depositarono la relativa cauzione. In seguito il Governo sollecitò i progettisti stessi a dimostrare che questa Società era costituita, minacciandoli di ritenerli decaduti dalla precedenza e dalla loro domanda se non avessero forniti i documenti entro il 30 aprile 1907.
La società svizzera Frotè Westermann propose al Comune di Asti di realizzare il canale secondo il progetto Barberis-Costa, e grazie al concorso della Cassa di Risparmio d'Asti, che si impegnava ad un forte sussidio pecuniario, venne stipulato il contratto attuativo il 1 giugno 1907. 
Costituita la "Società Anonima Idro-Elettrica Astigiana" con atto 20 aprile 1907, si riuscì in pochi giorni a preparare tutti i documenti necessari per presentarli tre soli giorni prima della scadenza della convenzione ed ottenere una prima concessione prefettizia alla derivazione del canale il 27 aprile 2007.
La concessione governativa trovò ostacoli impreveduti in quanto il Governo, prima di pronunziarsi, volle che si studiassero due distinti progetti per l'eventuale trasformazione del già progettato canale industriale in canale navigabile ad una ed a due vie. Per accelerare la concessione governativa, la presidenza della Società S. I. A. accettò che il costo dei progetti fossero pagati dalla Società stessa, pur rimanendo proprii del Governo. Rimosse le difficoltà insorte per opera del Comitato di Navigazione interna mediante l'accettazione per parte della Società Idro-Elettrica Astigiana del nuovo e più gravoso disciplinare imposto dal Governo, la Società potè finalmente ottenere il decreto di concessione in data 31 gennaio 1908. Questo decreto però, essendo stato mandato alla Corte dei Conti per la sua registrazione non venne ancora registrato, perché si chiese dalla Corte dei Conti in base al regolamento sulle acque, che i progettisti od il Genio Civile indicassero a quale uso sarebbero stati presumibilmente impiegati i 1300 cavalli motori, e la concessione perciò non venne ancora liberata. 
Nel frattempo giunsero dalla Svizzera le cattive notizie sullo stato finanziario della ditta Frotè Westermann, e a seguito del suo fallimento e della conseguente mancanza di capitali, la Società Astigiana non iniziò mai i lavori del canale limitandosi a realizzare la centrale termica inizialmente prevista come sussidio alla preventivata centrale idroelettrica.

Da un documento dell’epoca si riportano le caratteristiche principali del progetto Barberis-Costa:
Il canale, con la pendenza di centim. 25 per mille e della portata di metri cubi 10, è costituito da una successione di rettilinei e di curve, le quali non sono mai di raggio inferiore a metri 120.
La sua lunghezza, dalla bocca di presa alla camera di carico, misura metri 9233, e quella del canale di scarico, metri 1007, in totale metri 10230.
Il punto di derivazione è presso le Rocche di S.Martino Alfieri, poco a valle del porto natante ivi esistente; il canale si distacca dalla sponda sinistra del Tanaro e, dopo opportune opere di presa, attraversa il piano susseguentesi e raggiunge il piede della collina, quindi entra in galleria per metri 662, sotto la collina marnosa in cui poggia la frazione Perosini, in territorio di Antignano; passata la galleria e dopo aver formato un adeguato sfioratore con relativo scarico attraversa la pianura susseguente fino alle cascine Premes girando a valle di esse e addossandosi al piede dell’altipiano.
Da questo punto entra in galleria artificiale per metri 400 per ritornare a percorrere il piede del colle fino alla cascina Bossole, in territorio di Revigliasco, passando a valle delle medesime e ripiegandosi quindi a monte.
Costeggia sempre la strada provinciale Asti-Antignano, passando con acquedotto coperto a monte della cascina Margaria, e dopo breve percorso entra nuovamente in galleria artificiale, uscendone al punto di unione fra la detta strada provinciale e la antica strada comunale, poco prima della Cascina Bossolette.
Da questo punto il canale corre, parte attraversando la campagna, parte percorrendo il tracciato dell’antica strada comunale suddetta fino all’incontro della strada provinciale, sotto la cascina S.Cristoforo, poscia, sempre costeggiando e attraversando la strada provinciale, raggiunge quasi le case in borgata S.Carlo, facendo capo all’edificio motori ivi progettato. 
La località scelta per la derivazione si presenta opportuna, specie sotto il riguardo della sicurezza dell’opera di presa, per effetto dello sperone collinoso costituito in marna compatta che uniforma la sponda sinistra del Tanaro.
La diga progettata viene ad intestarsi contro la punta dell’edificio di presa, però soltanto per la sua parte sotto il fondo del fiume, poiché fra l’estremità della diga e l’edificio suddetto è progettato un callone, il quale tenendosi aperto nelle piene, è destinato a tenere spazzato dalle sabbie il letto del fiume a monte della diga.
L’edificio di presa consta in quattro luci di metri 1,60 munite di paratoie che si manovrano dall’alto.
Nelle tratte in terra, la sezione del canale ha metri 4,50 in fondo, con le sponde inclinate a 45° ed un’altezza d’acqua di metri 1,4 oltre il franco di cm. 25.
In galleria la sezione ha metri 4,00 nel fondo con 1,25 metri d’altezza d’acqua.
Nell’acquedotto, che precede il fabbricato delle macchine, la stessa sezione ha metri 6,00 nel fondo con un’altezza d’acqua di metri 1,4 oltre il franco di cm. 25.
Il canale delle tratte in terra è rivestito con uno strato di calcestruzzo per tutto il suo sviluppo.
Le opere d’arte lungo la traccia del canale oltre le sopraccennate, si riducono a ponti per mantenere gli accessi alle strade che vengono interrotte per la costruzione di esso, nonché in acquedotti per soprapassaggio e sottopassaggio di rivi.
L’edificio motori è posto, col suo lato maggiore, parallelamente al canale d’arrivo.
Trattandosi di un rilevante volume d’acqua furono stabilite fra il suddetto edificio ed il canale, tre camere d’acqua a pelo libero ed in ciascuna di esse si installeranno due turbine accoppiate, il cui albero si protende nel salone e con apposito anello è direttamente calettato agli alternatori.
Il costo totale della detta derivazione, escluso il macchinario idraulico, ammonta a L. 1.258.000.
Data la portata ed il salto utile del canale, di metri 12,85, e data ancora la modalità di utilizzare il salto stesso, si avranno disponibili sull’asse delle turbine 1700 HP.
Il costo totale previsto per la realizzazione della detta derivazione, escluso il macchinario idraulico, ammonta a L. 1.258.000. Il costo complessivo dell’opera oltrepassa i 2.000.000 di lire.
E’ riservata esclusivamente al Municipio la facoltà di provvedere al servizio di distribuzione dell’energia elettrica per l’illuminazione pubblica e privata della città e territorio di Asti. La società concessionaria si impegna a produrre in modo continuativo non meno di 1300 cavalli effettivi.
Ove le competenti autorità permettano l’uso dell’acqua del canale per l’irrigazione, la società dovrà prestarsi a fare tutti quegli studi e quelle istanze che del caso per adibire l’acqua defluente nel canale a tale scopo, in modo da non recare danno o diminuzione della forza motrice; e la società dovrà adottare una tariffa di prezzo non superiore a quella stabilita dai canali demaniali del Piemonte.

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