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Carnevale astigiano

CARNEVALE ASTIGIANO 2010
"NA' GIORNA' CON FALAMOCA"
DOMENICA 7 MARZO
PIAZZA ALFIERI E PIAZZA LIBERTA'
PROGRAMMA CARNEVALE ASTIGIANO 2010
…..e sara’ il carnevale piu’ divertente , veder la faccia vera di tanta gente
Gianni Rodari
ORE 10 PIAZZA S. SECONDO PALAZZO CIVICO
L’ AMMINISTRAZIONE COMUNALE INCONTRA
“LA FAMIGLIA DELLE MASCHERE ASTIGIANE”
LA FAMIGLIA DELLE MASCHERE ASTIGIANE ACCOMPAGNATA DALLA BANDA MUNICIPALE “CITTA’ DI ASTI” APRE UFFICIALMENTE LA MANIFESTAZIONE
ORE 10 PIAZZA ALFIERI
“10° BAZARINO DI CARNEVALE”
ALL’INTERNO DELLA TENSOSTRUTTURA MERCATINO DELLO SCAMBIO, DEL BARATTO E DELLA LIBERA VENDITA DELL’USATO, OGGETTISTICA, GIOCATTOLI,
LIBRI, FUMETTI, DVD, VHS E VARIE A CURA DEI RAGAZZI DELLE SCUOLE CITTADINE. ANIMAZIONI, CLOWNERIE, ESIBIZIONI ACROBATICHE.
ORE 10 PIAZZA LIBERTA’ PIAZZA ALFIERI
“LUDO PARK DI CARNEVALE”
APERTURA DELLE AREEGIOCO CON MACROSTRUTTURE GONFIABILI , TRAMPOLINI
ELASICI, LABORATORI LUDICI DEL TRUCCO E DEL TRAVESTIMENTO E IL “LEGO” LUDOBUS, ESIBIZIONI ACROBATICHE E DI GIOCOLERIA ED INTERVENTI MAGICI.
ORE 10 PIAZZA ALFIERI
AREA – SPETTACOLO – DISCOTECA MOBILE “SCUOLA DI MAGIA”
SCUOLA DI MAGIA RISERVATA AI BAMBINI DEL 2° CICLO ELEMENTARE E DELLE MEDIE CON PREISCRIZIONE PRESSO GLI ISTITUTI SCOLASTICI A TUTTI I PARTECIPANTI CONSEGNA DI BACCHETTA MAGICA E DIPLOMA MAGICO. POSSIBILITA’ DI ACQUISTO DEL SET MAGICO – IL RICAVATO VERRA’ DEVOLUTO AL PROGETTO PER LA “CMASTI SCHOOL” DI KAMARDANGA IN BANGLADESH.
ORE 11 PIAZZA ALFIERI
“SAGRE DI CARNEVALE”
RASSEGNA ENOGASTRONOMICA A CURA DELLE PROLOCO DEL COMUNE E DELLA PROVINCIA, DEI COMITATI PALIO E DELLA CROCE ROSSA ITALIANA, INTERVENTI DI MICROMAGIA E CLOWNERIA AI TAVOLI DI DEGUSTAZIONE
ORE 15 PIAZZA TORINO
PARTENZA DELLA “SFILATA CARNEVALESCA”
IL TEMA DI RIFERIMENTO NELLA REALIZZAZIONE DEI CARRI ALLEGORICI E DEI GRUPPI MASCHERATI E’ STATO INDIVIDUATO NELL’OPERA FAVOLISTICA E FANTASTICA DI GIANNI RODARI , DI CUI RICORRE IL NOVANTENNALE DELLA NASCITA.
PERCORSO : PIAZZA TORINO - CORSO ALFIERI – PIAZZA ALFIERI .
ORE 16,30 – PIAZZA ALFIERI
“NA GIURNA’ CON FALAMOCA”
PREMIAZIONE DEI CARRI ALLEGORICI E DEI GRUPPI MASCHERATI PARTECIPANTI ALLA MANIFESTAZIONE.
ORE 17 – PIAZZA ALFIERI
DISTRIBUZIONE DI BUGIE E ASTI SPUMANTE
ORE 14,30 – 16,30 : PIAZZA ALFIERI
ORE 17,30 - 18,30 : PIAZZA ALFIERI
AREA SPETTACOLO – DISCOTECA MOBILE
ESIBIZIONI ACROBATICHE, MAGIE . GIOCOLERIE E CLOWNERIE CON
SPIRIPICCHIO, LA CASA DEGLI ELFI, IL MAGO LUCIO DA “TREBISONDA” DI RAI 3 , IL MAGO WILMAN, IL MAGO DANIEL, IL MAGO ALAN, LE FANFALUCCHE, GLI ANIMATORI DEL GAM E I MAGHI DEL CMASTI: ELIOS, DAVID, ISA, CLOD, MAICOL E POLI
ORE 18,15/18,30 PIAZZA ALFIERI
“ROGO DEL RE CARNEVALE”
ROGO DI UN PUPAZZO RAPPRESENTANTE IL RE DEL CARNEVALE CON ACCOMPAGNAMENTO MUSICALE ED ESIBIZIONI ACROBATICHE.
IDEAZIONE, PROGETTAZIONE E REALIZZAZIONE A CURA DELL’ISTITUTO D’ARTE
“BENEDETTO ALFIERI” DI ASTI, CLASSI 1°A- 3°D.I. – 4°A – 5° D.I. CON IL COORDINAMENTO DEI PROFESSORI DANILO IGUERA E GIANCARLO PORTO
SFILATA CARNEVALESCA 2010
BANDA MUNICIPALE “G. COTTI - CITTA’ DI ASTI”
FAMIJA D’LE MASCHERE ASTESANE
GIANDUJA E GIACOMETTA DA TORINO
LA LUNETTA E LE SUE DAMIGELLE DA MONCALIERI
IL RE E LA REGINA DEL FUOCO DA BRUSASCO
RE PEPERONE E LA BELA PUVRUNERA DA CARMAGNOLA
MONSU’ GRAN E MADAMA FIORDALISO DA PECETTO
MARTIN PESCATORE E LA BELA RANERA DA VILLASTELLONE
GRUPPO “ A CAMPANASSA” CON CICCIULIN E LA SUA CORTE
DA SAVONA
IL MORO E LA BELA MUNREGALEISA CON LA SUA CORTE
DA MONDOVI’
COMITATO PALIO BORGO SANTA MARIA NUOVA “IL VESTITO DI ARLECCHINO” DA G. RODARI
COMITATO PALIO BORGO TORRETTA “LA TORTA IN CIELO” DA G. RODARI
COMITATO PALIO BORGO SAN MARTINO SAN ROCCO “MARIONETTE
IN LIBERTA’” DA G. RODARI
COMITATO GENITORI DI PORTACOMARO E PRO LOCO DI PORTACOMARO “LO SCIAME DI PORTACOMARO” – API E FARFALLE IN VIAGGIO PER IL PAESE DI LAMPONIA DA G. RODARI
COMITATO PALIO COMUNE DI CASTELL’ALFERO CON LA SCUOLA ELEMENTARE DI CASTELL’ALFERO “ L’H IN FUGA” DA G. RODARI
COMUNE DI ASTI - ASSESSORATO SERVIZI SOCIALI – CENTRO SOCIALE
ANZIANI “RITROVIAMOCI” IN COLLABORAZIONE CON LA COLLINA DELLE SETTE STREGHE “IL PIANETA DELLE VERITA’” DA G. RODARI
GRUPPO MAFFEZZOLI NIVES “ PADRE TEMPO E GLI ELEMENTI ”
COMITATO PALIO COMUNE DI SAN DAMIANO “MASCHERE VENEZIANE E L’DAMIANIN”
PRO LOCO DI PORTACOMARO “IL BOSCO INCANTATO” E “GLI ABITANTI DEL BOSCO”
COMITATO PALIO BORGO SANTA CATERINA “BIANCANEVE E I NANI
DEL PALIO”
COMITATO PALIO COMUNE DI BALDICHIERI E POLISPORTIVA “I PUFFI”
COMITATO PALIO BORGO SAN PAOLO “ PETER PAN E I BAMBINI SPERDUTI”
PRO LOCO DI BRUNO D’ASTI AMICI DEL CARNEVALE “ANTICHE DOLCEZZE”
COMITATO PALIO BORGO TANARO “LE FAVOLE DI TANARO”
CROCE ROSSA DI MONTEGROSSO E PROLOCO AMICI DEL PALUCCO
“GLI ANTICHI ROMANI”
BANDA MUNICIPALE DI MONTEMARZO
MENU’ SAGRE DI CARNEVALE 2010
COMITATO PALIO SANTA CATERINA
CANNOLI SICILIANI - PROFITEROLES
BARBERA D’ASTI
COMITATO PALIO SAN DAMIANO
FRICIULA SALATA CON LARDO - FRICIO’ DI MELE - CRESPELLE DOLCI E SALATE - PATATINE FRITTE
BRACHETTO D’ASTI E BEVANDE ANALCOLICHE
COMITATO PALIO CASTELL’ALFERO
BOMBOLONI ALLA CREMA - PANZEROTTI CON NUTELLA – CIAMBELLE-
FRITTELLE
COMITATO PALIO SAN MARTINO SAN ROCCO
PANELLE SANROCCHESI - FRITTELLE SALATE
BEVANDE ANALCOLICHE
COMITATO PALIO SANTA MARIA NUOVA
PANINO CON PORCHETTA - PATATINE FRITTE - CIOCCOLATA CALDA- MELE IN PASTELLA CON ZABAGLIONE ALLA CANNELLA E CIOCCOLATO
BARBERA D’ASTI
COMITATO PALIO SAN PAOLO
PANE E NUTELLA “AL METRO”- CREPES ALLA NUTELLA
BEVANDE ANALCOLICHE
PRO LOCO AMICI DEL PALUCCO
POLENTA E SALSICCIA – FRICIO’ DI MELE
VIN BRULE’ – BARBERA D’ASTI
CROCE ROSSA
LARDO DI COLONNATA IN CROSTA DI PANE AL PROFUMO DI BOSCO
(LARDO SU FETTA DI PANE CALDO CON GRANELLA DI NOCCIOLE E MIELE ) - PATATINE FRITTE
BARBERA D’ASTI E DEL MONFERRATO
COMITATO PALIO BALDICHIERI
AGNOLOTTI AL SUGO D’ARROSTO - CROSTATA ALLA MARMELLATA
BARBERA DI COSTIGLIOLE D’ASTI
COMITATO PALIO BORGO TANARO
PANINO CON SALAMELLA - PATATINE FRITTE
BEVANDE ANALCOLICHE
PRO LOCO DI PORTACOMARO E COMITATO GENITORI DI PORTACOMARO
POLENTA ARROSTITA CON STUFATO D’ASINO - ACCIUGHE AL VERDE -
TORTA DI CASTAGNE - SALAME DI CIOCCOLATO
GRIGNOLINO – BARBERA D’ASTI - MOSCATO D’ASTI
COMITATO PALIO BORGO TORRETTA
PENNE AI FUNGHI - TORTA DI NOCCIOLE CON ZABAGLIONE
BARBERA DI MOMBARUZZO
CARNEVALE ASTIGIANO STORIA E TRADIZIONI
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Il Carnevale che ancora oggi viene
festeggiato si rifa', verosimilmente, agli
arcaici saturnali latini.
Queste manifestazioni festose
caratterizzate da norme rituali di
purificazione e propiziazione, avevano
così profonde radici nell'ambiente
italico che anche con l'avvento del
cristianesimo vennero tollerate dalla
Chiesa la quale si risolse ad adattarle
con criterio assimilativo alle proprie esigenze liturgiche.
Il carnevale fu , all'origine, un pupazzo
fatto di cenci e di paglia: in esso si
ritrovava l'anima della civiltà contadina
la cui esistenza era dominata dalla
successione delle stagioni e per la quale
l'avvento della primavera costituiva il
culmine dell'anno, da celebrarsi mediante feste, perchè esso segna la
rinascita della natura ed èforiero di
promesse e speranze. Così veniva
celebrata,quindi,la fine dell'inverno
simboleggiato dal fantoccio attorno al
quale si intrecciavano danze e che
veniva bruciato, dopo un sommario
processo, al termine della festa. Questa
usanza è tuttora viva anche nella nostra
città dove il rito della condanna e del
rogo del carnevale è stato ripreso da alcuni anni.
Durante il Medioevo, l'eco di riti arcaici non si spense del tutto. Per la città di Asti, purtroppo, non sono pervenute fonti scritte che documentino il carnevale in questo periodo. Bisogna giungere agli anni a cavallo tra il XIV e il XV secolo, quando ormai il comune astigiano aveva perso la sua autonomia ed era sottoposto alla dominazione orleanese, per avere notizie certe sul carnevale cittadino.Infatti il commediografo Giovan Giorgio Alione, nel prologo della composizione dialettale"Opera iucunda" , edita ad Asti nel 1521 per i tipi di Francesco De Silva, fa sapere che Asti era terra di "solacz" cioè di sollazzi.
Ogni occasione di festeggiamenti e di divertimenti pareva , dunque, buona per gli astigiani della seconda metà del Quattrocento e del primo ventennio del Cinquecento. Durante il carnevale erano frequenti e numerose le maschere (barboire) le quali ,di sera, si divertivano a fare scherzi non sempre gentili alle
donne. Spesso venivano rappresentate "comedie e istorie de substancia", ossia
commedie di tipo classico ed anche misteri e sacre rappresentazioni, nonchè le farse alionesche. Si giocava moltissimo ai dadi ea carte nella"baratteria" cioè nella casa riservata al gioco e si praticavano giochi
Durante il Medioevo, l'eco di riti arcaici non si spense del tutto. Per la città di Asti, purtroppo, non sono pervenute fonti scritte che documentino il carnevale in questo periodo. Bisogna giungere agli anni a cavallo tra il XIV e il XV secolo, quando ormai il comune astigiano aveva perso la sua autonomia ed era sottoposto alla dominazione orleanese, per avere notizie certe sul carnevale cittadino.Infatti il commediografo Giovan Giorgio Alione, nel prologo della composizione dialettale"Opera iucunda" , edita ad Asti nel 1521 per i tipi di Francesco De Silva, fa sapere che Asti era terra di "solacz" cioè di sollazzi.
Ogni occasione di festeggiamenti e di divertimenti pareva , dunque, buona per gli astigiani della seconda metà del Quattrocento e del primo ventennio del Cinquecento. Durante il carnevale erano frequenti e numerose le maschere (barboire) le quali ,di sera, si divertivano a fare scherzi non sempre gentili alle
donne. Spesso venivano rappresentate "comedie e istorie de substancia", ossia
commedie di tipo classico ed anche misteri e sacre rappresentazioni, nonchè le farse alionesche. Si giocava moltissimo ai dadi ea carte nella"baratteria" cioè nella casa riservata al gioco e si praticavano giochi quali tiro alla balestra , per cui esisteva un'apposita società promotrice di gare e altri giochi quali la boxe(ludus pugillorum), in gran voga tra le classi inferiori del popolo. L’ossessione del cibo,giustificata dalla prossimità della Quaresima,era tipica di un’epoca in cui la fame era la regola. Pertanto, era consuetudine mangiare e bere smodatamente e molte delle farse alionesche parlano di pranzi, cene e di sfilate interminabili di cibi: trippe, capponi, beccacce, pollastre, confetti, “cervelà”,composte, uova sbattute, vino bianco e dolcetto di Mongardino. Nel Settecento il carnevale degli astigiani era allietato da spettacolini marionette, saltimbanchi, balli e dalle recite che le accademie artigiane organizzavano presso locali di fortuna. Non a caso il cronista artigiano
Giuseppe StefanoIncisa annota che nel 1777 veniva rappresentato”Il bugiardo”
del Goldoni “nel palazzo degli Spagnoli e nell’atrio ch’ora serve da stalla
potendola a questo fine aggiustare”. Sulle pubbliche piazze, il popolo
assisteva all taglio del collo dell’oca del gatto, o del tacchino che,tra lo
schiamazzo generale veniva condotto incatenato fino in piazza del Santo e
qui, come sottolinea lo stesso Incisa, “sotterrato vivo, alla riserva del collo;
quindi fattogli il processo, Arlecchino, con infinite smorfie e galanterie, gli tagliava il collo.” La testa del malcapitato veniva ,infine,issata sulla punta di una sciabola e portata in giro per le vie cittadine. L’aristocrazia astigiana,d’altro canto, festeggiava il carnevale nelle proprie residenze nobiliari dove si danzavano i balli alla moda.
Gli anni 1782, 1795 e 1821 segnano avvenimenti importanti per la vita sociale e mondana degli astigiani: l’inaugurazione del teatro Malabayla allestito da Giacomo Valpreda nell’omonimo palazzo di via Mazzini, quella del teatro Roero di San Severino e l’inaugurazione del teatro San Bernardino,allora situato sull’attuale Piazza Roma. Qui, per le feste di carnevale si tenevano opere melodrammatiche e balli in maschera. E’ curioso notare come, per evitare inconvenienti spiacevoli dovuti all’ anonimato garantito dalle maschere, venissero emanati regolamenti di polizia che consentivano l’accesso ai balli pubblici solo alle maschere munite della “permissione del Governo”.
A seguito dell’apertura del Teatro Alfieri(1860) e per tutto l’Ottocento, si intensificano, soprattutto in occasione del carnevale, le rappresentazioni di opere melodrammatiche e si tengono feste da ballo come documentano i manifesti relativi alle rappresentazioni teatrali e ai veglioni mascherati presso il teatro stesso.
In seguito e fino alle soglie della prima guerra mondiale, i trattenimenti danzanti diventano la manifestazione più importante del carnevale che viene vissuto, praticamente, nelle sale da ballo e nei teatri dove si svolgono sontuosi veglioni mascherati.
Il carnevale del 1926 fu memorabile per un veglione al teatro Alfieri, intitolato “Nella reggia di Tutankhamon”. Già un mese prima, per pubblicizzare l’atteso avvenimento, era comparsa in piazza Alfieri una altissima piramide realizzata da Ottavio Baussano. Né si possono dimenticare i veglioni che, a partire dal secondo
dopoguerra, hanno allietato per oltre un decennio i carnevale degli artigiani: il “Veglionissimo dello Sport” e il “Veglione della Croce Verde”.
Accanto a questi tradizionali festeggiamenti si svolgevano in alcuni rioni della città, manifestazioni di più marcato carattere popolare,sulle piazze e nelle vie dei borghi. Secondo la tradizione orale a noi giunta, una robusta contadina di borgo Tanaro, dove la tradizione delle lavandaie era presente da tempo si travestiva da
uomo e richiamava intorno a sé altre lavandaie che facevano baldoria e ballavano allegramente sulla piazza .
Nella borgata Trincere, invece, un borghigiano si travestiva da orso e, dopo
aver radunato un numeroso gruppo di ragazzi, percorreva le vie del borgo
distribuendo noccioline. Non si hanno notizie certe del carnevale popolare in altre zone della città.
Probabilmente, nella maggior parte dei casi si festeggiava nell’ambito delle singole famiglie consumando le tradizionali specialità gastronomiche legate alla particolare festività quali bugie ,fricio, turcèt. Negli anni ’60 la tradizione del Carnevale viene ripresa alla grande.La sfilata dei carri allegorici, provenienti anche dai paesi del circondario e da città vicine, suscita una notevole partecipazione popolare. Come si può notare dai documenti fotografici dell’epoca ,la gente si riversa nelle principali vie della città al seguito della sfilata. Successivamente , con la ripresa del Palio, i festeggiamenti assumono toni diversi :protagonisti sono gli alunni delle scuole cittadine che vengono coinvolti in feste di piazza culminanti nel rogo del pupazzo,simboleggiante il carnevale, dagli stessi realizzato. E’ cronaca degli ultimi anni il “Demential Carnaval”, animato da studenti delle Scuole superiori e personaggi famosi della canzone e del cabaret, che ha riscosso un crescente successo.
LA FAMIJA D’LE MASCHERE ASTESAN-E
Agli inizi degli anni ‘60
l’Amministrazione Comunale, nell’intento di
rievocare in chiave satirica e comica le usanze
popolari e le figure caratteristiche del passato
in ogni singolo borgo, costituisce la “Famija d’le
Maschere Astesane” che raggruppa , insieme
a Spumantino e Barberino, maschere ufficiali
della città,nuove maschere che rappresentano
i rioni cittadini e le attività che vi si svolgevano.
L’BARCAJO E LA BELA LAVANDERA
ricordano le attività che si svolgevano sul fiume
Tanaro : pesca trasporto della sabbia
traghettamento di persone e merci.
La Bela Lavandera rappresenta l’attività
caratteristica delle donne del Borgo Tanaro e,
in particolare, della località Trincere, le quali
hanno svolto, per secoli, il lavoro di lavandaie
per tutta la città .
TONI DESTOPA E MARIA GOGHETA
rappresentano lo spirito festaiolo e caustico del
borgo San Rocco, famoso per le feste di
ferragosto che duravano una settimana ed
attiravano molti concittadini di altri borghi.
Toni, esperto conoscitore di vini, sturava
volentieri bottiglie divino buono, non
disdegnando di effettuare frequenti assaggi.
La moglie divideva con lui il piacere del vino
buono e il conseguente buon umore. Da ciò
deriva il nome Gogheta, perché in dialetto
astigiano”fè gogheta “ significa far baldoria.
FALAMOCA E GIGIN POLEMICA
rappresentanti del borgo di Santa Caterina,
raffigurano un doganiere che prestava servizio
alla porta di Sant’Antonio e la moglie.
Falamoca uccise, presso la locanda dei “Tre
Ciochin”, un certo Ottavianino che aveva
insidiato la sua fidanzata. Il processo si
concluse con l’assoluzione del doganiere anche
per l’intervento di Gigin, bella, arguta e dalla
favella facile che organizzò un vasto movimento
popolare di donne in difesa di Falamoca.
CICO FOET E GHITIN D’LA TOR
rappresentano il borgo Torretta che anticamente
era percorso da carretti che trasportavano
tronchi e legnami. I conducenti dei carretti
erano famosi per saper maneggiare con maestria una lunga frusta chiamata “foet”da
cui deriva il nome della maschera.
Ghitin d’la Tor era proprietaria dell’ osteria “Della Torre”frequentata soprattutto dai
carrettieri del borgo.
CICU PERTERA E LA BELA FILANDERA
Rievocano due simpatici personaggi del borgo
di San Pietro. Cicu era un famoso oste che
gestiva la più rinomata trattoria del borgo,
denominata “D’al pont verd”.
La Bela Filandera ricorda l’attività della
filatura sulla quale si basava l’economia del
borgo e l’antica consuetudine di eleggere, tra le
ragazze che lavoravano in filanda, “ la Bela
Filandera “.
TROMLIN E GINOTA ,tipici rappresentanti della comunità agricola che abitava la fertile zona a Nord-Ovest della città , sono le maschere del borgo Don Bosco. Essi ricordano gli agricoltori che nei giorni di mercato scendevano in città a vendere i loro prodotti.